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Bravo si colloca nello spazio liminale del Rio Bravo, un luogo di tensione e migrazione perpetue in cui identità e geografia si intrecciano. Concentrandosi su un tratto di 270 chilometri del fiume, il progetto Bravo di Romero Beltrán costruisce una narrazione visiva sfuggente in cui il fiume stesso diventa un protagonista silenzioso, plasmando le vite di chi vi si avvicina ma apparendo raramente nell’inquadratura. Attraverso ritratti crudi, interni austeri e paesaggi segnati, Bravo cattura il tempo sospeso della migrazione mentre i suoi soggetti attendono, a volte per anni, all’ombra di un attraversamento incerto.
Lo stile caratteristico di Romero Beltrán è preciso nella ricerca di una realtà politica, dove la ritrattistica meticolosamente realizzata rivela e nasconde al tempo stesso la resilienza, la stanchezza e la speranza dell’esperienza migratoria, accanto alla delicata sobrietà degli interni di Romero Beltrán, dove un altoparlante, un materasso, un tavolo dipinto di rosso si caricano di peso simbolico.
Diviso in tre capitoli – Endings, Bodies e Breaches – l’approccio documentario imperscrutabile di Romero Beltrán sfida la semiotica della classificazione, della recinzione, della definizione e dell’identificazione nella sua estetica visiva che rispecchia le nozioni di identità soppresse e controllate al confine. In Bravo è inclusa anche El Cruce, un’opera audiovisiva che sottolinea il duplice ruolo del fiume come fonte di vita e confine militarizzato attraverso scene di battesimo, pesca e storie di migranti. Con testi di accompagnamento del migrante salvadoregno Dominick Bermúdez, del pensatore Albert Corbi e dell’artista Alejandra Aragón, oltre a un’intervista all’artista, Bravo è una meditazione urgente e poetica su un confine definito dalle contraddizioni, dove convergono speranza, disperazione, movimento e immobilità.

Loose joints, 2025
24 x 29,5 cm
Copertina rigida
inglese
ISBN 978-1-912719-46-4.













