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Traces è un attraversamento silenzioso, una pratica di attenzione. Un libro che chiede di essere guardato senza fretta, lasciando che le immagini agiscano per sedimentazione, come il paesaggio che raccontano. Non offre rassicurazioni, ma uno spiraglio di ascolto e di relazione: lì dove la fotografia smette di descrivere e comincia a interrogare.
Il libro è realizzato a partire dalla “Commissione Sardegna” di Vanessa Winship e George Georgiou, un progetto di AR/S – Arte Condivisa in Sardegna e promosso dalla Fondazione di Sardegna.
Il lavoro dei due autori britannici, attivi da oltre vent’anni nella fotografia documentaria e di ricerca, si concentra sulla costa occidentale e sulle aree interne dell’isola, restituendo un racconto che evita ogni forma di spettacolarizzazione. Esso conserva e rende accessibile un’esperienza di residenza e produzione che contribuisce alla costruzione di un patrimonio visivo condiviso, raccogliendo immagini che dialogano con la storia, la geografia e l’identità dei luoghi, dando forma a una narrazione aperta, priva di didascalismi, che invita a sostare nell’ambiguità.
Paesaggi fortificati, miniere dismesse, borgate spopolate e infrastrutture abbandonate compongono un affresco severo e contemplativo. L’assenza quasi totale della figura umana amplifica la densità delle immagini, lasciando emergere dettagli minimi – un muro eroso, una finestra vuota, un’insegna cadente – come tracce di vite e storie che resistono nel tempo.

Traces, Vanessa Winship and George Georgiou
Punctum, 2026
Edizione limitata
A cura di Marco Delogu
Testi di Bachisio Bandinu, Laurie Hurwitz, Elisa Medde
26 x 29 cm
Copertina rigida






