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Ottobre 2026

On the road mercoledì 11 - venerdì 15 novembre,

Leporello a Polycopies

Anche quest’anno siamo felici di essere di nuovo a Polycopies, il nostro battello sul fiume del cuore. Per questa edizione abbiamo preparato una selezione come sempre con un focus sulla fotografia italiana, e organizzato non solo dei firmacopie con una serie di autrici e autori, ma anche dei momenti in cui incontrare delle magnifiche editrici ed editori e curatrici il cui lavoro ci appassiona da tempo e che passeranno qualche ora dietro il tavolo con noi per parlare e confrontarsi con voi

Qui il nostro calendario di book signing e meet the publisher:

giovedì 12 novembre

ore 17, meet the publisher:

Michela Palermo, Palermo Publishing

ore 18, booksigning + meet the publisher:

Fabio Barile, Ashes, Alessandro Dandini De Sylva, Fortuna, Domingo

Milella, Liminal, Aniene

ore 19, book signing:

Matteo De Mayda and Giovanna Calvenzi, Visual experiments

together with communities hit by Vaia, Bruno editions

venerdì 13 novembre

ore 17, book signing + meet the publisher:

Martha Micali e Klim Kutsevskyy, Dialogues on Becoming Matter,

DITO publishing

ore 18, book signing:

Lisa Andreani, Alberto Grifi. Corpo Sospeso, VEII

ore 19, book signing:

Andrea Savorani Neri, A ritroso, Cross-Looking

sabato 14 novembre

ore 17, book signing + meet the publisher:

Allegra Baggio Corradi, Shibboleth

ore 18, book signing:

Carlo Barrantes, Temples, self published

ore 19, book signing:

Valerio Di Mario, Figure, Atelier Tatanka

Palermo Publishing è una casa editrice indipendente fondata a Palermo nel 2022 dall’artista e ricercatrice Michela Palermo, che ne cura la direzione creativa. Attiva tra Palermo e New York, la casa editrice indaga la cultura del libro contemporaneo a partire da una poetica del margine, sviluppando progetti in stretto dialogo con artisti, archivi e istituzioni. Ogni pubblicazione è pensata come un’estensione del lavoro dell’artista o dell’archivio, con un’attenzione particolare alla forma, ai materiali e ai modi in cui il libro circola: fiere, librerie indipendenti, letture e programmi pubblici. Tra le collaborazioni recenti: Allen Frame, Dietmar Busse, Lucia Pescador, Steve Turtell, Aterraterra e il Museo Civico di Castelbuono.

Steve Turtell, Portraits and Places, 2025

Portraits and Places è la prima raccolta in prosa dello scrittore newyorkese Steve Turtell. Attraverso saggi autobiografici scritti nell’arco di diversi decenni, ricostruisce una rete di relazioni, luoghi e incontri all’interno delle subculture artistiche e queer della New York degli anni Settanta e Ottanta. In ogni capitolo la memoria personale incontra la storia collettiva, e la scrittura diventa un modo di ricordare, una forma di archiviazione creativa. I testi si intrecciano con le fotografie di Peter Hujar, i cui ritratti compaiono come presenze che appartengono allo stesso mondo.

Steve Turtell è un poeta e scrittore nato e cresciuto a Brooklyn. È autore della raccolta di poesie Heroes and Householders, apprezzata da Marjorie Perloff, e ha diretto i programmi pubblici del Museum of the City of New York, del South Street Seaport Museum e della New-York Historical Society, dove ha curato la programmazione di diciotto mostre di fotografia. La sua plaquette Letter to Frank O’Hara ha vinto nel 2010 il ReBound Chapbook Prize di Seven Kitchens Press. Ha conosciuto Peter Hujar nel 1971, quando lui aveva 21 anni e Hujar 37. Ha firmato un testo nella monografia Aperture Peter Hujar: Speed of Life. Portraits and Places (Palermo Publishing, 2025) è la sua prima raccolta in prosa.

Peter Hujar nasce a Trenton, nel New Jersey, nel 1934 e cresce in una fattoria con i nonni ucraini. È stato una figura centrale della scena downtown di New York negli anni Settanta e Ottanta, e i suoi ritratti in bianco e nero di persone, animali e paesaggi, insieme alla documentazione dell’epidemia di HIV/AIDS, hanno avuto un’influenza profonda. Tra i suoi libri, Portraits in Life and Death. Muore di AIDS nel 1987. Poco riconosciuto in vita, oggi è considerato un’icona della scena artistica downtown, e le sue fotografie fanno parte di collezioni in tutto il mondo.

Viaggio in Sicilia di Lisetta Carmi (2025)

Viaggio in Sicilia di Lisetta Carmi riporta alla luce l’ultimo reportage fotografico di Lisetta Carmi (Genova, 1924 – Cisternino, 2022). Commissionato nel 1977 dall’azienda Dalmine, fu pubblicato per la prima volta come Acque di Sicilia, accompagnato da un testo di Leonardo Sciascia. Carmi distoglie lo sguardo dalla costa da cartolina e lo rivolge all’interno: fiumi, acquedotti, invasi e le comunità rurali la cui vita dipende da essi. Con la sua empatia silenziosa e radicale restituisce una Sicilia fatta di dignità e intimità, in cui persone e paesaggio sono legati tra loro. Oggi, in un tempo di crisi climatica e di infrastrutture fragili, quell’attenzione appare più urgente che mai. A cura di Valentina Bruschi e commissionato dal Museo Civico di Castelbuono, con testi di Laura Barreca, Valentina Bruschi, Maria Rosa Sossai, Giovanni Battista Martini e Leonardo Sciascia.

Lisetta Carmi nasce a Genova nel 1924 in una famiglia borghese di origine ebraica. Si forma inizialmente come pianista concertista. Scopre la fotografia nel 1960, durante un viaggio in Puglia con l’etnomusicologo Leo Levi. Il suo lavoro si concentra sulla marginalità esistenziale e testimonia condizioni di subalternità e povertà con partecipazione rispettosa e profondo interesse umano. Tra i suoi progetti, il Porto di Genova e il libro I Travestiti(1972), insieme ai lunghi viaggi nel Sud Italia, in Sardegna e in Sicilia. In seguito lascia la fotografia per dedicarsi alla costruzione del tempio di Cisternino, ultimato nel 1986. Dal 2005 il suo lavoro torna al centro dell’attenzione ed è esposto in numerose mostre. Muore a Cisternino nel 2022.

Lucia Pescador, ALBUM 900, 2024

ALBUM 900 è un viaggio nella rilettura personale che Lucia Pescador fa dell’arte e della cultura del Novecento, parte di un inventario di immagini e disegni che l’artista continua a costruire dagli anni Novanta. Per restare vicina al modo fluido e aperto in cui l’artista lavora, questa prima selezione a stampa è non rilegata, in un’edizione di 700 copie. Le tavole sono riprodotte integralmente. Si possono leggere come doppie pagine o come fogli singoli, da estrarre e ricomporre in nuove sequenze e associazioni. Così il libro diventa, come il suo lavoro, relazionale e polifonico. A cura di Marta Sironi.

Lucia Pescador nasce a Voghera nel 1943 e studia all’Accademia di Brera. Espone in Italia e all’estero dal 1965, privilegiando sempre il disegno in tutte le sue forme. Negli anni Novanta avvia Inventario del Novecento con la mano sinistra, una raccolta di disegni e oggetti in continua evoluzione, da cui nascono i suoi  , pareti di disegni, fotografie, lavagne e oggetti.

Dietmar Busse, Songs for Birds and the Lonely, 2024 

Dietmar Busse, che attualmente vive e lavora a New York, è nato a Stolzenau, in Germania. Da giovane ha incontrato per la prima volta il mondo della fotografia a Madrid, prima di trasferirsi a New York nel 1991, dove il suo lavoro ha continuato a evolversi e ad affascinare il pubblico di tutto il mondo. Songs for Birds and the Lonely è un omaggio alla straordinaria capacità di Busse di cogliere il delicato intreccio tra solitudine e connessione, natura e sguardo umano. Attraverso il suo obiettivo, i ritratti si trasformano in profonda poesia visiva, riflettendo una grande sensibilità verso i soggetti e verso il mondo che li circonda. Il libro offre una raccolta avvincente di immagini che risuonano di una bellezza struggente e di un silenzioso senso di introspezione, mostrando lo straordinario talento di Busse nel ritratto contemporaneo. 

Dietmar Busse vive a New York. Il suo lavoro è apparso su riviste come  Elle, Frank, It, Harper’s Bazaar, Out, Paper, Surface, Trace, Visionaire, Vogue, and the New York Times. Ha sviluppato campagne per Matsuda e documentato sfilate per Bernadette Corporation, tra molti altri. Tra le mostre recenti figurano la personale Garden da Fierman (2023) e Labor of Love alla Rachel Uffner Gallery (2023), entrambe a New York.

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Aniene è un progetto editoriale ideato nel 2021 dall’artista e curatore Alessandro Dandini de Sylva in collaborazione con il designer Filippo Nostri e dedicato a pubblicazioni di artisti, curatori e spazi culturali indipendenti presenti a Roma o con un rapporto speciale con la città.

Alessandro Dandini de Sylva, Fortuna

Fortuna documenta una sessione di fuochi d’artificio realizzata da Alessandro Dandini nel suo studio nell’ambito del programma Scegliere una maniera felice (Paese fortuna, dicembre 2023). L’azione faceva parte di una serie di interventi ideati insieme a José Angelino, Marco Emmanuele, Luca Grechi e Diego Miguel Mirabella per salutare gli spazi dell’ex lanificio di via di Pietralata a Roma, abitati e trasformati in oltre un decennio di lavoro condiviso. Il libro costruisce una sequenza sospesa tra documento e astrazione, accompagnata da un testo di Domingo Milella.

Domingo Milella, Liminal

LIMINAL accompagna la mostra di Domingo Milella presso il Grotto di Sotheby’s a Hong Kong e raccoglie le immagini di una ricerca che ha condotto l’artista alle origini dell’arte e del pensiero simbolico. A partire dal 2016, esplorando le più importanti grotte paleolitiche d’Europa, Milella ha intrapreso un viaggio nel tempo e nelle profondità della terra. Tra segni, impronte, geometrie e animali tracciati da mani remote, la caverna si rivela non come un archivio del passato, ma come una soglia: uno spazio in cui il tempo sembra collassare su sé stesso e le figure custodite nella roccia continuano a parlare dal fondo dei millenni, portando con sé paure e interrogativi che appartengono ancora al nostro presente. La pubblicazione include testi di Nicolas Chow, Domingo Milella e Elke Seibert.

Fabio Barile, Ashes

Ashes raccoglie una serie di fotografie realizzate da Fabio Barile tra il 2019 e il 2024 attorno a un gesto minimo e quotidiano. In un angolo della cucina, un piatto di alluminio raccoglie silenziosamente gli avanzi della giornata: bucce di limone, fichi d’India, bucce di cetriolo, pelli di pomodoro, scorze di anguria e scarti di carne, accumulati insieme in modo casuale. Questi resti verranno poi dati in pasto ai maiali e ai cani, secondo un rituale che si ripete ogni giorno, dando vita a una scena al tempo stesso costante e in continua trasformazione. Anche il gesto di fotografare questo piatto si ripete con la stessa regolarità, ma ogni volta la composizione cambia, registrando le sottili variazioni nella disposizione degli scarti. Questa pratica si configura come un omaggio alla tradizione contadina del riuso e alla continua metamorfosi della materia, dove nulla viene sprecato e ogni cosa trova una nuova destinazione.

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Matteo de Mayda, Visual experiments together with communities hit by Vaia

A otto anni dalla tempesta Vaia, il fotografo Matteo de Mayda, insieme allo scrittore Cosimo Bizzarri, torna nelle comunità colpite per offrire agli abitanti lo spazio e gli strumenti per raccontare e rappresentare il proprio territorio. Nel corso del 2026, grazie al Premio Basilico, de Mayda e Bizzarri coinvolgono circa cinquanta adolescenti tra i 13 e i 18 anni in tre laboratori.

Attraverso la costruzione di maschere, la cianotipia e il collage, i partecipanti sono invitati a mettere in relazione il proprio mondo interiore con il paesaggio che li circonda, intrecciando il ricordo di Vaia con riflessioni, confessioni e sogni. Il libro mette in dialogo le immagini dell’autore con gli esperimenti visivi realizzati dai ragazzi e dalle ragazze. Restituendo il punto di vista degli abitanti più giovani, il progetto offre uno sguardo inedito e fondamentale, portando a riflettere sulle conseguenze della tempesta e sui processi riparativi, che potranno essere valutati e compresi soltanto nell’arco di decenni. Il volume, pubblicato da bruno nel 2026, prosegue e approfondisce la ricerca avviata con There’s No Calm After the Storm (2024).

Matteo de Mayda (1984, Treviso) è un autore visivo con base a Venezia. La sua pratica si concentra su tematiche socio-ambientali attraverso un linguaggio visivo formale e oggettivo, in dialogo con materiali d’archivio e approcci scientifici. Ha esposto alla Biennale di Architettura di Venezia, al MUFOCO, alla Triennale di Milano, a CAMERA Torino, a Fotografia Europea e al Design Museum di Londra.

bruno è uno studio di grafica, una casa editrice e una libreria con sede a Venezia, fondato nel 2013 da Andrea Codolo e Giacomo Covacich. La casa editrice, nata nel 2014, si concentra in particolare su monografie d’arte, libri di fotografia, studi sull’arte performativa, sull’architettura e sull’editoria contemporanea. Il suo catalogo riunisce libri d’artista assieme a pubblicazioni di carattere scientifico sulla performance, il teatro contemporaneo e i loro rapporti con la città. Radicato nella pratica progettuale dello studio, ogni libro viene affrontato come un progetto in cui contenuto e forma vengono sviluppati insieme, dall’idea iniziale passando per l’impaginazione, la tipografia e la produzione.

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Martha Micali e Klim Kutsevskyy, Dialogues on Becoming Matter

Dialogues on Becoming Matter è un libro d’artista a quattro mani nato da cinque anni di scambio visivo (2020-2025) tra Martha Micali e Klim Kutsevskyy. Le immagini sono concepite come “segni puri”: entità aperte e potenziali che sfuggono a interpretazioni definitive e oscillano tra emersione e sottrazione. I “dialoghi” del libro creano un campo di forze in cui le immagini reagiscono tra loro come particelle, facendo coesistere organico e inorganico, naturale e artificiale, visibile e invisibile in un flusso stratificato. Fotografie, lavori su carta, collage e grafica sono messi in sequenza senza stati fissi, con testi di Giuseppe Armogida e Bartolomeo Cafarella.

DITO Publishing è una casa editrice con sede a Roma, fondata nel 2020 da Martha Micali e Klim Kutsevskyy come estensione delle loro pratiche artistiche ed editoriali. Si concentra su fotografia e arti visive. Pubblica libri d’artista, monografie e cataloghi, con l’intento di creare uno spazio non competitivo e inclusivo e di sostegno agli autori e autrici emergenti o alla loro prima pubblicazione. Lo studio di Roma ospita inoltre workshop, mostre, eventi e attività legate al libro come medium.

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Alberto Grifi, Corpo Collettivo,  a cura di Lisa Andreani, Valerio Di Lucente

Alberto Grifi: Corpo Collettivo ripercorre cronologicamente il percorso cinematografico del regista romano, considerato una delle figure centrali del cinema underground italiano. La sua opera è caratterizzata da un forte impegno politico e da un costante interesse per le potenzialità espressive dei media tecnologici, ambito nel quale sviluppa nuovi dispositivi e strumenti cinematografici.Ne emerge il ritratto sfaccettato di un autore che ha operato costantemente al di fuori dei circuiti ufficiali, dedicando la stessa intensità tanto alla pratica artistica quanto alla trasmissione di un metodo e di una posizione critica alle generazioni più giovani attraverso l’insegnamento. Concepito come un montaggio visivo in cui i film si dispiegano accanto al lettore, il volume rende omaggio alla natura organica del lavoro di Grifi. Attraversando film e sequenze dell’intera produzione artistica,è possibile “rivisitare” e incontrare frammenti di opere precedenti, ricontestualizzati o completamente trasformati, affidando alla memoria la forza e la capacità di narrarli nuovamente. All’interno di questo tessuto iconografico si intrecciano saggi critici, testimonianze raccolte attraverso interviste condotte durante la ricerca e materiali d’archivio.

Alberto Grifi nasce a Roma nel 1938, figura proteiforme e anticonformista, è ritenuto uno dei principali esponenti del cinema sperimentale italiano. La sua opera è caratterizzata dall’impegno politico, oltre che da un forte interesse per le potenzialità espressive dei mezzi tecnologici. In questo campo si esprime creando nuovi dispositivi cinematografici e strumentazioni come il vidigrafo o la macchina lavanastri.

Lisa Andreani è curatrice indipendente e dottoranda presso IUAV University of Venice e Université Paris 8. Attualmente conduce una ricerca per il progetto Le musée vivant, che indaga l’interazione tra organismi viventi e pratiche museali contemporanee.
È inoltre fellow presso Scuola Piccola Zattere con il progetto Drafting Coexistence: Porous Temporalities in Museum Space, dedicato all’esplorazione delle temporalità porose e della coabitazione multispecie negli spazi museali.

Valerio Di Lucente è designer, editore, docente e co-fondatore di Julia (2008–2023). Nel 2021 ha fondato Veii, casa editrice con sede a Roma dedicata alla cultura visiva e alla ricerca critica nell’ambito dell’arte, della fotografia, dell’architettura e del design.

Veii è una casa editrice dedicata alla cultura visiva e alla ricerca critica nell’ambito dell’arte, della fotografia, dell’architettura e del design. Si concentra su figure emergenti e dimenticate, intrecciando visioni passate e future.

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Andrea Savorani Neri, A ritroso


A ritroso è un’indagine visiva e biografica realizzata dal fotografo Andrea Savorani Neri nell’ambito del progetto europeo Cross-Looking. Il libro riassume un viaggio intrapreso dall’autore per ricomporre la memoria della propria famiglia, riallacciando i fili tra storie private e eventi storici. Frutto di una ricerca cominciata nel 2019, le riprese fotografiche che compongono il racconto sono state effettuate instaurando un rapporto diretto tra pratica contemporanea e storica. Al centro della ricerca ci sono i destini incrociati di due antenati del​ fotografo: Salvatore Valeri (1856-1946), pittore italiano che visse e insegnò a Costantinopoli per oltre quarant’anni e Gabriel Lekegian (1848/53-1921), armeno originario di Costantinopoli, fratello della moglie di Valeri, e che divenne un celebre fotografo al Cairo a fine Ottocento. Muovendosi tra ​l’Italia, Istanbul, Il Cairo​ e ​l’Armenia, il lavoro sul campo svela​ anche diversi retroscena storici. Tra questi, l’attribuzione architettonica ad Alessandro Valeri del Bulgur Palas di Istanbul e il ritrovamento della tomba di Lekegian a Ginevra. Il volume, con progetto grafico di Filippo Nostri, restituisce l’esperienza della prima mostra dedicata alla ricerca, contiene la riproduzione di tredici immagini accompagnate da testi e una “mappa” visiva composta dalle 109 fotografie selezionate dal curatore Antonello Frongia. Opuscolo di 28 pagine brossurato a punto metallico. Il volume A ritroso è stato prodotto da Cross-Looking, progetto finanziato da un grant Creative Europe e appoggiato da un consorzio di istituzioni basate in Europa, Armenia, Turchia, Egitto: IUAV di Venezia, NOOR Foundation di Amsterdam, Université Paris Cité, Festival Organ Vida di Zagabria, URF di Faenza, National Gallery of Armenia, SALT online di Istanbul, Centro Archeologico Italiano del Cairo e AGBU del Cairo.

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Shibboleth è una cooperativa editoriale fondata a Milano nel 2024. Sviluppa progetti di editoria sociale conducendo una ricerca a lungo termine sul linguaggio. Lavora con comunità per le quali un idioma o la comunicazione possono diventare un ostacolo per l’apprendimento, l’autonomia e la partecipazione – tra cui bambini in strutture ospedaliere, migranti nei centri per l’impiego e persone in istituti penitenziari – sviluppando pubblicazioni che funzionano al tempo stesso come strumenti educativi e libri d’artista. Il catalogo di Shibboleth è utilizzato come materiale di apprendimento nei contesti in cui nasce e successivamente è trasformato in installazioni ed esposizioni, permettendo al contenuto sociale di vivere anche in un ambiente artistico. Questo passaggio tra uso pratico e presentazione artistica mette in evidenza le realtà vissute che plasmano i progetti, valorizzando le pubblicazioni come oggetti e dispositivi in sé.

Homographs. A Pictionary, 2025

Un dizionario visivo per apprendere l’inglese attraverso le immagini anziché le parole. Il libro è nato da un lavoro pluriennale con migranti impegnati nello studio dell’inglese nel Regno Unito. Ogni parola selezionata possiede almeno due referenti nel mondo, disposti su una doppia pagina per mostrare la ristrettezza del linguaggio rispetto all’ampiezza dell’esperienza: cataract come malattia dell’occhio e come cascata; bat come animale e come attrezzo sportivo; basket come contenitore e come sport; bark come verso del cane e come corteccia.

Tesauro di ecologia bambina, 2025

Un libro che mostra ciò che accade quando sono i bambini a progettare i propri libri scolastici. Realizzato con una classe della scuola primaria di Castiglione delle Stiviere (Mantova), il progetto esplora come i bambini immaginano la forma, la tattilità e la funzione dei loro strumenti di apprendimento. Il volume è un vocabolario di ecologia così come intesa dai bambini: un modo per interpretare il luogo in cui vivranno le loro vite. Raccoglie tutti i materiali prodotti durante due anni di apprendimento condiviso, utilizzando le immagini come chiave di accesso alla conoscenza. Il libro può essere trasformato in un arazzo da parete grazie ai fermacampione colorati presenti sulla copertina.

La Fanzine Infinita

Un laboratorio piegato su stesso, progettato come una matrice che può essere smontata, fotocopiata, ricomposta e riorganizzata in infinite nuove pubblicazioni. Il libro raccoglie 13 segnature fissate alla copertina da lacci in cotone cerato CMYK, facilmente removibili per essere utilizzate durante laboratori di autoproduzione editoriale. Undici zines visive mappano le costellazioni tematiche del più grande archivio di fanzine in Italia, Fanzinoteca La Pipette Noir presso la Biblioteca Civica di Calvairate a Milano: arte, fotografia, attivismo, musica, fumetti, narrativa, poesia, ricette, DIY, gioco di ruolo e riviste. Ogni categoria riflette il modo in cui questi temi si intrecciano con la storia della fanzine e con il ruolo dell’autopubblicazione nello sviluppo culturale.

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Carlos Barrantes, Temples

Temples nasce da un’esperienza intima: la scomparsa della madre dell’artista. Di fronte a questa perdita, Barrantes ha sentito la necessità di riconnettermi alla nozione di antenati, di memoria e di traccia. Attraverso questo lavoro fotografico, cerca di interrogare la capacità dell’immagine di resistere al tempo, di diventare una forma di presenza di fronte all’assenza. Le opere si inseriscono in una ricerca sensibile, in cui ogni immagine è concepita come uno spazio di raccoglimento, un territorio sospeso tra memoria personale e memoria collettiva.Temples propone così un percorso articolato in quattro volumi — Lei è sempre qui, Santuario, L’infinito abitato, Apu — accompagnati da cinque fotografie totemiche — Kolossos — nelle quali l’immagine agisce come un luogo di passaggio, tra scomparsa e permanenza. Il ricorso all’incisione e alla stampa d’arte prolunga questa riflessione: la matrice, segnata e scavata, diventa una metafora del ricordo, mentre la stampa ne incarna l’impronta.

Carlos Barrantes, nato a Madrid nel 1960, è una figura di spicco nel campo della fotografia, sia come autore sia come docente. Dal 1999 il suo lavoro è stato esposto in Spagna, Francia e Russia. Nel 1993 Barrantes ha fondato il suo laboratorio fotografico artigianale, specializzato nella stampa alla platinotipia e al carbone. Ha combinato in modo innovativo questi processi storici con un metodo ibrido fotochimico/digitale, introducendo poi anche stampe digitali a pigmenti Fine Art/Digigraphie. Inizialmente con sede a Palma di Maiorca, il suo laboratorio si è trasferito a Perpignan nel 2006. Dal 1999 Barrantes trasmette le proprie conoscenze in Spagna e in Francia, insegnando presso istituzioni prestigiose come l’École nationale supérieure Louis-Lumière e l’École nationale supérieure de la photographie d’Arles.

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Valerio Di Mario, Figure, Atelier Tatanka

Figure è un progetto di ricerca che indaga l’uso della fotografia come medium narrativo per documentare un viaggio. Questo numero propone uno sguardo soggettivo sul viaggio attraverso l’interazione tra dati e fotografie. Le immagini scattate tra il 19 novembre e il 2 dicembre 2023 in Corea del Sud sono state tradotte in una misura visiva di un’esperienza personale. Ogni immagine è quindi inscritta in un duplice registro di significato: uno emotivo, radicato nell’esperienza personale vissuta, e uno funzionale, ancorato ai dati che codifica visivamente.



Valerio Di Mario è un art director e motion designer indipendente con base a Torino. Si occupa di sistemi visivi che uniscono grafica, tipografia e movimento, di progetti editoriali, di identità e di data visualization, con approccio legato alla ricerca, alla narrazione sequenziale e alla sperimentazione.



Atelier Tatanka è un atelier di arti visive, di progettazione grafica e di stampa risograph con base a Bologna. L’atelier si occupa di progetti editoriali, artistici e didattici, con un’attenzione particolare alla materia stampata, ai processi partecipativi e all’autoproduzione.


Orari e Informazioni

mercoledì 11
giovedì 12 - sabato 14
domenica 15 11-19

Bateau Concorde Atlantique, Paris