Frances Richard, SPACISM. GORDON MATTA-CLARK E LE POLITICHE DELLO SPAZIO CONDIVISO, 2020

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Figura centrale della scena artistica newyorkese negli anni Settanta, Gordon Matta-Clark coinvolgeva direttamente le comunità all’interno degli spazi urbani nei quali interveniva, tanto che in un’epoca di rinnovato interesse per le politiche di sviluppo urbano sostenibile la sua opera diventa un modello di collaborazione con le comunità esistenti. Matta-Clark ha sviluppato un metodo singolare con azioni e opere sperimentali che comprendono interventi architettonici su larga scala grazie ai quali tagliava materialmente edifici destinati alla demolizione. il suo lavoro supera i confini della performance, dell’arte concettuale, dell’arte processuale e della Land art, rendendolo uno degli artisti più innovativi e autorevoli della sua generazione. Come ha scritto Roberta Smith, Matta-Clark “ha usato le sue abilità per rimodellare e trasformare l’architettura in un’arte di interpretazione strutturale e rivelazione spaziale”. Gordon Matta-Clark considerava l’architettura come un campo di azione e coinvolgimento, ed era profondamente consapevole del contesto socioeconomico che circondava il suo lavoro. Era preoccupato che il deterioramento del South Bronx potesse potenzialmente portare alla trasformazione in zona industriale e negli ultimi anni della sua vita si concentrò sulla creazione di condizioni affinché i giovani del centro città potessero assumere la proprietà dei propri quartieri. La pratica visionaria di Matta-Clark (compresi i suoi scritti, interventi e attivismo sociale) significava un profondo ripensamento dell’architettura ed è diventata un’importante fonte di ispirazione per artisti, architetti e attivisti in tutto il mondo.

 

Frances Richard,  Spacism. Gordon Matta-Clark e le politiche dello spazio condiviso
Postmedia Books
2020
74 pagine, 21 x 14 cm
Italiano