Ecco il testo riscritto in terza persona, utilizzando il nome dell’artista:
Tra l’ottobre del 2017 e il settembre del 2019, Kourtney Roy ha compiuto cinque viaggi nella regione intorno all’Autostrada 16, nel nord della Columbia Britannica, in Canada. Questo tratto di autostrada, tristemente famoso, è noto come “Autostrada delle Lacrime” a causa del numero sproporzionato di donne e ragazze, per lo più di origine delle Prime Nazioni, che sono scomparse o sono state assassinate lungo il suo percorso, per un totale di oltre 40 casi dal 1969. Il libro d’artista The Other End of The Rainbow presenta l’esperienza fotografica soggettiva della fotografa come quella di una viaggiatrice anonima nella regione, combinata con tre testi distinti. Il primo espone quei fatti – nomi, date, luoghi, ecc. – facilmente reperibili sui media online e da altre fonti riguardanti le sparizioni e gli omicidi. Il secondo testo è composto da vari estratti di un diario tenuto dall’artista durante il viaggio, disseminati in diversi punti del libro e a volte banali, a volte aneddotici. Ciò che colpisce col senno di poi è la sensazione che, in quanto viaggiatrice solitaria, Kourtney Roy fosse lei stessa una potenziale vittima. La terza voce testuale è costituita da estratti di conversazioni registrate con persone del posto incontrate in tutta la regione, tutte con un legame diretto con i tragici eventi dell’autostrada. Spesso questi incontri erano frutto del caso, il che metteva in evidenza la pervasività della violenza lungo l’arteria stradale. C’è un carattere crudo e catartico in queste testimonianze, come se, accettando di essere intervistate, queste persone si liberassero di un fardello tutt’altro che invidiabile. In qualità di artista canadese che di solito si specializza nella creazione di mondi immaginari, la fotografa ha ritenuto importante concentrarsi su una situazione attuale legata a una tragedia nazionale spesso ignorata, con radici profonde nella colonizzazione, nel razzismo e nella misoginia. Kourtney Roy ha voluto offrire un’interpretazione soggettiva e artistica dei suoi viaggi nella regione per mettere in luce l’esperienza di un estraneo in un luogo così complesso. La banalità dei luoghi fotografati nasconde e al contempo lascia intravedere la presenza di eventi sinistri. Questi frammenti catturano dettagli involontari e infondono nei luoghi un senso di inquietudine, e la loro banalità è amplificata dal passato oscuro dell’autostrada, aggiungendo un senso di terrore a un paesaggio altrimenti indifferente.