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Winter Light nasce in quell’istante sospeso tra veglia e sogno, quando il mondo visibile è già sfiorato dall’ignoto. Le fotografie raccolte qui — parte anche di un libro pubblicato da Setanta, Londra, nel 2025 — abitano proprio questa soglia: il luogo in cui l’ordinario rivela il proprio enigma nascosto e il familiare lascia emergere una vita segreta.
Il progetto si ispira alla tradizione del Realismo Magico italiano, in particolare alla pittura degli anni Venti e Trenta e alla ricerca di Felice Casorati, che aspirava a fissare “anime estatiche e immobili, cose mute e senza movimento, sguardi lunghi”. In questa prospettiva, il realismo magico non è una fuga dalla realtà, ma un suo approfondimento: una precisione di forme e di luce che fa vibrare l’ordinario di una presenza inattesa.
Oggetti e figure appaiono nell’inquadratura con una quieta solennità: reali, concreti, eppure avvolti da un’atmosfera di meraviglia e inquietudine. Come scriveva Massimo Bontempelli, una “precisione realistica dei contorni” circondata da un’aura di magia che lascia intuire un’altra dimensione.
È questo il principio che guida Winter Light: la trasformazione di scene domestiche in presenze. Non surrealismo che dissolve il reale, ma realismo magico che lo intensifica. Le immagini non ci portano altrove: ci conducono più a fondo dentro ciò che esiste già.
Una finestra al sole d’inverno, una tenda che filtra la luce, un piatto su un tavolo, un gesto: tutto diventa quasi liturgico, come se la luce stessa offici la scena. Il quotidiano non è banale, ma un territorio di rivelazione. La fotografia diventa allora apparizione: una sedia, una mano, una finestra si fanno segni, frammenti di un sogno che persiste dopo il risveglio.
Riccardo Fregoso, Winter Light
Setanta Books
80 pagine
Prima edizione di 400 copie
19,5 x 26 cm
Copertina flessibile plastificata
Italiano/Inglese
ISBN 978-1 -915652-27-0




