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Piergiorgio Casotti descrive il suo rapporto con la montagna come “l’assenza di parole, quell’assenza che ci lascia intaccati dalle interferenze del suono e da quei “rumori bianchi” caratterizzanti la società umana delle metropoli.”
In questo libro autoprodotto Casotti rende omaggio proprio al silenzio tipico delle zone montane, con una serie di immagini che mostrano i villaggi delle stazioni sciistiche e i loro dintorni, durante i mesi caldi, quando sembrano posti dimenticati. In una restituzione di luogo-fantasma, la bassa stagione si fa portatrice di poche chiazze di neve sporca, resistenti sulle piste, e vede la desolazione nelle strade, nei parcheggi vuoti, nei condomini che paiono privi di vita fino al ritorno dei freddi e con essi delle nevicate che interrompono questa specie di “sonno” risvegliando la montagna.
Piergiorgio Casotti, Where does the white go
Selfpublished
2016, Prima edizione
21 x 27 cm
112 pagine, fotografie in bianco e nero, copertina morbida
Lingua italiana